{"id":4722,"date":"2019-10-01T09:30:56","date_gmt":"2019-10-01T07:30:56","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.nccr-onthemove.ch\/?p=4722"},"modified":"2019-09-23T22:00:37","modified_gmt":"2019-09-23T20:00:37","slug":"i-nomi-che-disturbano-le-discriminazioni-nelle-elezioni-svizzere","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/nccr-onthemove.ch\/blog\/i-nomi-che-disturbano-le-discriminazioni-nelle-elezioni-svizzere\/?lang=it","title":{"rendered":"I nomi che disturbano: le discriminazioni nelle elezioni svizzere"},"content":{"rendered":"<p><strong>Il sistema elettorale svizzero permette ai votanti di stralciare sulla scheda di partito i nomi di candidate e candidati indesiderati. Questo comportamento per\u00f2 pu\u00f2 tornare a svantaggio delle persone con un passato migratorio che non hanno cognomi \u201ctipicamente svizzeri\u201d, come dimostrano due recenti studi.<\/strong><\/p>\n<p>Una delle caratteristiche individuali che possono essere alla base di comportamenti discriminatori \u00e8 la cosiddetta \u201corigine\u201d. In particolare, le persone di origine straniera sono in minoranza e rischiano di essere vittime di discriminazione.<\/p>\n<p>Vari indicatori ci permettono di presumere che una persona sia di origine straniera la fisionomia, il modo di vestirsi, l\u2019accento. Ma se questa persona non la vediamo n\u00e9 possiamo sentirla, sono il suo nome e cognome a svelare in molti casi la sua origine (Fibbi et al. 2016).<\/p>\n<p><strong>Come misurare la discriminazione elettorale?<\/strong><\/p>\n<p>In due studi recenti, Lea Portmann (Universit\u00e0 di Lucerna) e il sottoscritto hanno analizzato la cosiddetta \u201cdiscriminazione elettorale\u201d. Di cosa si tratta? \u00c8 un fenomeno che colpisce le persone che si candidano a una funzione politica elettiva e che sono svantaggiate nel processo elettorale a causa della loro appartenenza a un gruppo minoritario, nel nostro caso, della loro origine straniera.<\/p>\n<p>Uno stadio indubbiamente importante del processo elettorale \u00e8 l\u2019elezione vera e propria, ossia il momento in cui spetta alle elettrici e agli elettori indicare le candidate e i candidati preferiti. Proprio questo stadio \u00e8 al centro della nostra ricerca. Ci interessava infatti analizzare il fenomeno di \u201cdiscriminazione elettorale\u201d, ossia quando le elettrici e gli elettori discriminano le persone appartenenti a una minoranza, non votando per loro oppure addirittura stralciando i loro nomi dalla propria lista. In particolare, nel contesto svizzero, \u00e8 interessante porsi la domanda se le candidate e i candidati con un passato migratorio, che traspare da un cognome non \u201ctipicamente svizzero\u201d, vengono discriminati nelle elezioni.<\/p>\n<p><strong>Il vantaggio delle candidate e dei candidati con cognomi \u201ctipicamente\u201d svizzeri<\/strong><\/p>\n<p>Basarsi sui cognomi (e in parte anche sui nomi) per studiare le discriminazioni non \u00e8 un metodo perfetto ma \u00e8 molto usato negli studi simili fatti all\u2019estero. Non \u00e8 perfetto perch\u00e9 ovviamente il cognome di una persona \u00e8 soltanto uno tra i possibili indizi del passato migratorio di una persona. Tuttavia pensiamo che il metodo sia valido nel caso svizzero. Per essere precisi dovremmo per\u00f2 dire che la nostra ricerca non concerne le discriminazioni contro le candidate e i candidati con un passato migratorio ma contro i cognomi percepiti come \u201cstranieri\u201d. Per sapere se un cognome \u00e8 \u201cstraniero\u201d o no abbiamo utilizzato una data banca accessibile gratuitamente online dove sono registrati i cognomi di tutti i cittadini svizzeri fino al 1962.<\/p>\n<p>Va anche evidenziato che il sistema elettorale svizzero si presta particolarmente bene per condurre questo tipo di analisi, poich\u00e9 consente alle elettrici e agli elettori non solo di votare per le singole candidate e candidati ma anche di stralciare i loro nomi dalla lista elettorale: in tal caso si parla di \u201cvoti preferenziali negativi\u201d. \u00c8 possibile tuttavia stralciare solo i nomi delle persone che figurano sulla lista del partito scelto dall\u2019elettrice o dall\u2019elettore. Per esempio, se voto per la lista X posso stralciare solo i nomi figuranti su quella lista e non quelli sulle liste Y, W, Z, ecc. Per contro, i voti preferenziali positivi possono essere attribuiti sia alle persone della propria lista sia a quelle di altre liste (\u201cpanachage\u201d).<\/p>\n<p>I risultati del nostro studio dimostrano che effettivamente, nelle elezioni comunali 2014 nel Cantone di Zurigo, le candidati e i candidati con cognomi \u201cstranieri\u201d erano svantaggiati rispetto alle persone con cognomi \u201csvizzeri\u201d (Portmann e Stojanovi\u0107 2019). Lo abbiamo potuto dimostrare calcolando i voti preferenziali negativi che ogni candidata\/o ha ricevuto. Questo risultato \u00e8 statisticamente robusto perch\u00e9 tiene conto di vari altri fattori, le cosiddette variabili di controllo, che di solito hanno un impatto sul comportamento elettorale: la posizione sulla lista, l\u2019et\u00e0, il sesso, il grado di formazione e la professione. L\u2019effetto \u00e8 maggiore nelle liste dei partiti della destra e del centro-destra.<\/p>\n<p><strong>Non tutti i cognomi stranieri sono uguali<\/strong><\/p>\n<p>Abbiamo evidenziato anche due altri aspetti della discriminazione elettorale. Primo: non abbiamo notato una differenza a seconda delle origini dei cognomi stranieri. In altre parole, i cognomi non-svizzeri ma \u201coccidentali\u201d (per esempio tedeschi, italiani, portoghesi, inglesi) non sono meno discriminati rispetto ai cognomi ex jugoslavi, turchi o arabi. In questo caso i risultati sono per\u00f2 meno robusti perch\u00e9 il numero delle candidate e dei candidati appartenenti a ognuna di queste categorie \u00e8 troppo piccolo per avanzare conclusioni generali. Uno studio pi\u00f9 recente e pi\u00f9 ampio per\u00f2 (non ancora pubblicato), nel quale abbiamo analizzato quasi 700&#8217;000 schede elettorali modificate, relative alle elezioni 2015 al Consiglio nazionale, dimostra che cognomi balcanici, turchi o arabi sono pi\u00f9 discriminati rispetto ai cognomi non-svizzeri ma occidentali, i quali, a loro volta, ricevono meno voti preferenziali positivi rispetto ai cognomi \u201ctipicamente svizzeri\u201d.<\/p>\n<p>Secondo: non abbiamo trovato elementi che comprovano l\u2019esistenza della discriminazione elettorale positiva. Con questo non vogliamo dire che non esista ma soltanto che non l\u2019abbiamo trovata nelle elezioni 2014 nel Cantone Zurigo e nelle elezioni 2015 al Consiglio nazionale. Per esempio, ci sono indizi che Ricardo Lumengo, il primo parlamentare federale nero dopo la signora Tilo Frey (1971-1975), \u00e8 stato eletto nel 2007 anche grazie alla discriminazione elettorale positiva. Lumengo occupava infatti la posizione 22 (su 26) sulla lista del suo partito ma alla fine \u00e8 risultato il terzo miglior eletto di quella lista. \u00c8 quindi molto verosimile che abbia ricevuto una marea di voti preferenziali positivi, in un contesto elettorale particolare, caratterizzato dai famosi manifesti contro le \u201cpecore nere\u201d. La discriminazione positiva pu\u00f2 per\u00f2 essere anche l\u2019espressione del \u201cvoto etnico\u201d: quando gli elettori di un gruppo minoritario appoggiano solo o soprattutto le persone di quel gruppo (ma ci\u00f2 \u00e8 assai inverosimile nel caso specifico di Ricardo Lumengo).<\/p>\n<p>Proprio questi esempi dimostrano anche il principale limite delle nostre ricerche. Se con l\u2019approccio scelto \u00e8 possibile dimostrare l\u2019esistenza della discriminazione elettorale osservando il comportamento delle elettrici e degli elettori, un metodo che presenta notevoli vantaggi rispetto ai sondaggi o agli esperimenti, non possiamo conoscere le motivazioni n\u00e9 l\u2019identit\u00e0 degli autori della discriminazione. Rimane quindi ancora tanto lavoro da fare.<\/p>\n<p><em><a href=\"https:\/\/nccr-onthemove.ch\/who-is-who\/people\/?start=s&amp;p_id=8730\">Nenad Stojanovi\u0107<\/a> \u00e8 professore FNS presso il Dipartimento di scienze politiche e relazioni internazionali dell&#8217;Universit\u00e0 di Ginevra. Attualmente lavora al progetto \u201cUna teoria non-populista della democrazia diretta\u201d che include una sperimentazione di democrazia partecipativa basata sul sorteggio e la deliberazione. \u00c8 affiliato al progetto nccr &#8211; on the move <a href=\"https:\/\/nccr-onthemove.ch\/projects\/the-mobility-of-migration-policies-pathways-and-consequences-of-the-diffusion-of-migration-policies\/\">The Mobility of Migration Policies: Pathways and Consequences of the Diffusion of Migration Policies<\/a>.<\/em><\/p>\n<p>Riferimenti bibliografici:<\/p>\n<p>&#8211; Fibbi, Rosita; Lerch, Mathias; Wanner, Philippe (2006). Unemployment and discrimination against youth of immigrant origin in Switzerland: When the name makes the difference. <em>Journal of International Migration and Integration<\/em> 7(3), 351\u2013366.<br \/>\n&#8211; Portmann, Lea; Stojanovi\u0107, Nenad (2019). Electoral discrimination against immigrant-origin candidates. <em>Political Behavior<\/em> 41(1), 105\u2013134.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il sistema elettorale svizzero permette ai votanti di stralciare sulla scheda di partito i nomi di candidate e candidati indesiderati. Questo comportamento per\u00f2 pu\u00f2 tornare a svantaggio delle persone con un passato migratorio che non hanno cognomi \u201ctipicamente svizzeri\u201d, come dimostrano due recenti studi. 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